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Antonio Fini


antonio.fini@gmail.com

Books

2011
Antonio Calvani, Antonio Fini, Maria Ranieri (2011)  Valutare la competenza digitale Prove per la scuola primaria e secondaria   Trento: Erickson isbn:978-88-6137-842-1  
Abstract: C’è crescente consenso sul fatto che il tema della competenza digitale acquisterà un ruolo sempre più importante per la scuola di questo nuovo millennio; tuttavia, quando ci si chiede come gli insegnanti possano intervenire didatticamente e valutare i risultati in questo ambito, ci si imbatte in una quasi totale assenza di strumenti di valutazione pedagogicamente signiÿcativi ed operativamente applicabili nella scuola. Il libro propone una serie di prove, divise per livello scolastico, con l’obiettivo di valutare la capacità degli alunni e degli studenti di utilizzare in modo corretto, consapevole, critico e responsabile le nuove tecnologie. Le prove sono state ideate nello spirito suggerito dalle Raccomandazioni sulle Key Competences per il Lifelong Learning del Parlamento e del Consiglio Europeo. Il volume si propone non solo di attrezzare gli insegnanti con una strumentazione indispensabile per valutare l’efÿcacia della loro azione formativa ma anche di favorire uno spostamento delle attività tecnologico didattiche da una accentuazione prevalentemente tecnocentrica, quale è quella attualmente prevalente, verso ÿnalità pedagogicamente rilevanti, in cui assumano forte risalto componenti di ordine cognitivo, critico ed etico partecipativo.
Notes:
2010
Antonio Calvani, Antonio Fini, Maria Ranieri (2010)  La competenza digitale nella scuola - Metodi e strumenti per valutarla e svilupparla   Trento: Erickson Tecnologia della comunicazione e dell’apprendimento isbn:978-88-6137-619-9  
Abstract: l tema della competenza digitale è destinato a rimanere a lungo presente nella discussione educativa, nel quadro della riflessione sulle competenze che dovranno caratterizzare i cittadini del XXI secolo, in quanto chiama in causa la stessa scuola e la sua identità per le scelte significative che questa deve compiere riguardo a problemi fondamentali come quello della natura della/e alfabetizzazione/i su cui deve fondarsi. In contrasto con la concezione diffusa che identifica questa nozione con semplici conoscenze o abilità tecniche (ECDL, Patente Europea) e in linea con gli orientamenti internazionali recenti (OECD-PISA), il volume propone un modello di competenza digitale fondato su basi educative, per valutare (e anche favorire) la competenza digitale ai vari livelli scolastici, in un’ottica che integra la dimensione tecnologica con quella cognitiva ed etica. L’obiettivo è fornire a insegnanti e educatori lo spunto per poter realizzare autonomamente iniziative mirate a migliorare la competenza digitale dei loro studenti, e per avviare efficaci comunità di pratiche in questo settore.
Notes:
2009
Antonio Fini, Maria Elisabetta Cigognini (2009)  Web 2.0 e Social Networking - Nuovi paradigmi per la formazione   Trento: Erickson 9: I quaderni di Form@re isbn:978-88-6137-487-4  
Abstract: Gli ambienti di social networking rappresentano la dimensione con cui l’apprendimento in rete si trova oggi a confrontarsi in modo sempre più diffuso. Cosa significa fare formazione in rete al tempo del Web 2.0? Come valorizzare le dinamiche sociali degli ambienti di rete per la progettazione di interventi formativi efficaci? Quali i limiti, quali gli strumenti e quali le prospettive delle comunità online? E ancora, quali ambienti di rete offrono prospettive per fornire un valido supporto tecnologico al lifelong learning? Oltre a proporre alcune risposte a queste e ad altre domande, relative ai rapporti tra social software e apprendimento, il volume fornisce un approccio analitico e strumentale alle nuove teorie del connettivismo e alle dinamiche sociali in rete che, se ben valorizzate, possono rendere efficacemente «a rete» l’apprendimento «in rete». Il testo è corredato di schede di approfondimento, esempi, link e un glossario esplicativo.
Notes:
2004
Antonio Fini, Luca Vanni (2004)  Learning Object e metadati - Quando, come e perchĂŠ avvalersene   Trento: Erickson 2: I quaderni di Form@re isbn:978-88-7946-644-8  
Abstract: I Learning Object, o "oggetti di apprendimento", costituiscono le componenti didattiche elementari che possono essere composte come moduli di un programma e riutilizzate in diversi contesti. Potenziali fruitori dei Learning Object disponibili in rete sono studenti alla ricerca di corsi specifici per le proprie particolari esigenze, docenti con necessità di reperire materiali didattici, progettisti di corsi on line che vogliono costruire percorsi didattici personalizzati, lavoratori che desiderano aggiornare la propria preparazione professionale. Questo volume è il primo in lingua italiana ad affrontare in modo organico la tematica dei Learning Object, fornendo esempi concreti di utilizzo e indicazioni pratiche, oltre a una vasta bibliografia e sitografia di riferimento. Un libro essenziale per chi, studente o insegnante, dirigente scolastico o professionista dell’e-learning, vuole capire cosa sono i Learning Object, i metadati e gli standard e come si possono utilizzare in un contesto didattico o di approfondimento personale.
Notes:

Journal articles

2011
Antonio Calvani, Antonio Fini, Maria Ranieri, Patrizia Picci (2011)  Are young generations in secondary school digitally competent? A study on Italian teenagers   Computers & Education 58. 797-807  
Abstract: Digital competences amongst the younger generations and the role of schools faced with the spread of new youth practices are topics of increasing interest. Some commentators state that, thanks to the intensive use of digital media, young people are developing significant competences that also correspond to important cognitive processes and new learning styles. However, other authors emphasize that there is no evidence about the positive impact of new technological practices on the development of significant cognitive abilities. In this paper we present a research study carried out in Italian schools on adolescents’ (aged 14–16) digital competence. On the basis of a preliminary theoretical model, a digital competence questionnaire was formulated and subsequently administered to a sample of secondary school students. The aim was to verify whether adolescents’ digital skills are limited to simple technical aspects or expand beyond them including a range of more significant knowledge and skills related to a conceptual understanding of technology, socio-relational knowledge and high-order cognitive skills. Like other studies, this research shows that when attention is shifted from strictly technical aspects to critical cognitive and socio-ethical dimensions involved in the use of technologies, students’ knowledge and competences result inadequate. The authors conclude that the optimistic portrayal of younger generations’ digital competences is poorly founded. Furthermore, it is pointed out that understanding students’ digital competence levels through fast assessment tools is a fundamental opportunity for schools to analyse deficiencies and prepare adequate intervention strategies.
Notes:
Antonio Calvani, Antonio Fini, Maria Ranieri (2011)  Digital Competence In K-12. Theoretical Models, Assessment Tools and Empirical Research   AnĂ lisi 40. 157-171  
Abstract: Over the last years the theme of the digital competence in its different aspects has been object of a growing interest. In a number of official documents and communications, international bodies underlined the significance of this competence for lifelong learning and to participate in the so-called ‘information society’. Within this context, education research has the duty to provide realistic conceptual models coherent with the school’s objectives and which can be put into practice within the school curriculum. In the present paper, we shall introduce a theoretical model, education oriented, to represent this competence and a set of tools to assess it in the school context, i.e., the Instant DCA (iDCA) and the Situated DCA. Then we shall focus on iDCA and on the results of the testing carried out over the last two years in the Italian secondary school.
Notes:
Antonio Fini (2011)  Open Educational Resources: origini e stato dell'arte   AEIT 7/8. 6-13 luglio/agosto 2011  
Abstract: L’articolo intende approfondire le origini e le più recenti evoluzioni delle risorse educative aperte (Open Educational Resources – OER). Partendo dalle suggestive istanze di elevato valore ideale ed etico che sono alla base del concetto di Open Education, sarà brevemente tracciata la storia delle OER e dei precursori di tali iniziative, come i movimenti dell’Open Content, del Free Software, le alternative al copyright, ecc. Si passerà quindi ad esaminare alcuni dei progetti internazionali più noti, primo tra tutti l’Open Courseware del MIT. Seguiranno cenni relativi alla situazione italiana rispetto alla Open Education e alle OER ed un’analisi critica del movimento OER, relativa soprattutto agli aspetti di sostenibilità e di valutazione della qualità.
Notes:
2010
Antonio Calvani, Antonio Fini, Maria Ranieri (2010)  La competenza digitale nella scuola Modelli, strumenti, ricerche   Rivista della SocietĂ  Italiana di Ricerca Didattica 5. 9-21 12-2010  
Abstract: Nel corso degli ultimi anni il tema della competenza digitale, nei suoi diversi aspetti, è stato oggetto di attenzione crescente. In vari documenti e comunicazioni, gli organismi internazionali hanno sottolineato la rilevanza di questa competenza per il lifelong learning e per la piena partecipazione alla cosiddetta ‘società dell’informazione’. In questo contesto, la ricerca educativa ha il compito di mettere a punto modelli concettuali realistici coerenti con gli obiettivi della scuola e facilmente integrabili nel curriculum scolastico. In questo lavoro, presenteremo un modello teorico per la rappresentazione di questa competenza, sensibile alle istanze educative, ed illustreremo una serie di strumenti per valutarla in ambito scolastico, ossia l’Instant DCA (iDCA) e il Situated DCA. Successivamente ci soffermeremo sull’iDCA e sui risultati di una sperimentazione condotta negli ultimi due anni nella scuola secondaria superiore.
Notes:
Antonio Calvani, Antonio Fini, Marcello Molino, Maria Ranieri (2010)  Visualizing and monitoring effective interactions in online collaborative groups   British Journal of Educational Technology 41: 2. 213-226  
Abstract: Online education based on small self-managing groups, with slight supervision by a professional tutor, is a strategically interesting methodology for lifelong learning. This solution may combine aspects of cost-effectiveness (reducing tutors' work) with the demands for active and engaging learning methods based on the exchange and sharing of experiences. In such a context, how can information on collaborative attitudes and behaviour be gathered? A typical tool for online learning activities is the threaded web forum. This study proposes a methodology for assessing effective collaborative interactions within the add-on module, Forum Plus, for the Moodle learning management system (LMS). The methodology here presented is able to supply an early overview of the level of effectiveness of the collaborative group and therefore it may provide a useful instrument to guide further qualitative observations conducted directly in the web forum.
Notes:
Antonio Fini (2010)  Soggetto, Gruppo, Network, Collettivo: le diverse dimensioni della rete e l’apprendimento   Form@re 67. marzo-aprile  
Abstract: L’articolo intende fornire una introduzione allo studio delle dinamiche dell’interazione sociale in rete, viste attraverso le diverse dimensioni del soggetto, ovvero della persona che utilizza le opportunità espressive e comunicative offerte dalle tecnologie per affermare e rafforzare la propria identità; del gruppo, già ben nota entità che in rete trova nuove modalità operative; del network, livello oggi molto enfatizzato dal boom dei sistemi di social networking, per giungere al collettivo: il grande spazio informativo e comunicativo offerto dai multiformi servizi del web 2.0.
Notes:
Antonio Calvani, Antonio Fini, Marcello Molino (2010)  Valutare gruppi collaborativi online in contesti istituzionali: un approccio pluridimensionale   Je-LKS - Journal of e-Learning and Knowledge Society 6: 2. 99-108 maggio  
Abstract: L’impiego di gruppi di lavoro online parzialmente o totalmente autogestiti diventa una pratica didattica sempre più diffusa anche nei contesti dell’educazione formale come quelli universitari, soprattutto dove questi si interfacciano con l’inserimento professionale (master, perfezionamenti, stage). In tali contesti diventa importante avere dei criteri di valutazione agevolmente applicabili che possano poi adeguatamente integrarsi con la valutazione individuale. Quali indicatori chiamare allora in causa nella valutazione di un gruppo collaborativo online? In un precedente lavoro abbiamo elaborato un modello quantitativo di “efficacia collaborativa” curvato sulla qualità etico-gestionale delle dinamiche comunicative. Proponiamo qui di integrare tale modello con altri due dimensioni qualitative (“qualità critico-negoziale” e “qualità del prodotto finale”).
Notes:
Antonio Fini (2010)  Indagine sull’uso di tecnologie web per un corso open online. Il caso del corso CCK08   Form@re 66. gennaio/febbraio  
Abstract: Una nuova sigla si è recentemente aggiunta al panorama degli acronimi dell’e-learning: MOOC ‒ Massive Open Online Courses, ovvero corsi online aperti a tutti, con un numero di partecipanti molto elevato. In questo lavoro viene proposta una riflessione su questo tipo di corsi, tenendo conto soprattutto della dimensione tecnologica di queste iniziative e delle strategie messe in atto dai partecipanti, sul piano dell’uso di una vasta gamma di sistemi e servizi web.
Notes:
2009
Antonio Calvani, Antonio Fini, Maria Ranieri (2009)  La competenza digitale nella scuola. Modelli teorici e strumenti di valutazione   International Journal of Developmental and Educational Psychology XXI: 1. 299-308  
Abstract: Nel dicembre 2006 il Parlamento Europeo e il Consiglio hanno emanato la Raccomandazione sulle Competenze Chiave per l’apprendimento permanente (2006/962/EC), un insieme di competenze che include la competenza digitale. Come si può intendere e definire questa competenza? Quali sono le sue origini concettuali? Come può essere valutata questa competenza? In questo lavoro ci proponiamo di introdurre un modello teorico per la rappresentazione della competenza digitale, sensibile alle istanze di natura educativa, e di presentare una serie di strumenti per la sua valutazione in contesto scolastico. La riflessione muove da una rassegna delle principali definizioni che sono emerse nella letteratura internazionale, con un riferimento preliminare all’evoluzione storico-culturale delle varie literacy che sono confluite in questo costrutto, per pervenire alla presentazione di un nostro modello di sintesi caratterizzato tra tre principali dimensioni (tecnologica, cognitiva e etica) e alla descrizione delle due tipologie di prove che sono state sviluppate (Instant DCA e Situated DCA) per tutti gli ordini di scuola e ora disponibili online in italiano e inglese al seguente indirizzo: www.digitalcompetence.org.
Notes:
Antonio Fini (2009)  The Technological Dimension of a Massive Open Online Course: The Case of the CCK08 Course Tools   IRRODL - The International Review of Research in Open and Distance Learning 10: 5.  
Abstract: In 2008, a new term emerged in the already crowded e-learning landscape: MOOC, or massive open online course. Lifelong learners can now use various tools to build and manage their own learning networks, and MOOCs may provide opportunities to test such networks. This paper focuses on the technological aspects of one MOOC, the Connectivism and Connective Knowledge (CCK08) course, in order to investigate lifelong learners’ attitudes towards learning network technologies. The research framework is represented by three perspectives: (a) lifelong learning in relation to open education, with a focus on the effective use of learning tools; (b) the more recent personal knowledge management (PKM) skills approach; and (c) the usability of web-based learning tools. Findings from a survey of CCK08 participants show that the course attracted mainly adult, informal learners, who were unconcerned about course completion and who cited a lack of time as the main reason for incompletion. Time constraints, language barriers, and ICT skills affected the participants’ choice of tools; for example, learners favoured the passive, filtered mailing list over interactive but time-consuming discussion forums and blogs. Some recommendations for future MOOCs include highlighting the pedagogical purpose of the tools offered (e.g., learning network skill-building) and stating clearly that the learners can choose which tools they prefer to use. Further research on sustainability and instructor workload issues should be conducted to determine the cost and effectiveness of MOOCs. Investigation is also necessary to understand whether such terms as course, drop-out, and attrition are appropriate in relation to MOOCs.
Notes:
Maria Ranieri, Giovanni Bonaiuti, Antonio Fini, Pierfranco Ravotto (2009)  Mobile learning per l’integrazione di gruppi a rischio di marginalizzazione   Je-LKS - Journal of e-Learning and Knowledge Society 5: 2. 91-101  
Abstract: Inclusione e coesione sociale sono due degli obiettivi che l’Unione Europea ha più volte proclamato, nei suoi documenti, nel corso degli ultimi dieci anni. Allo stesso tempo, le politiche comunitarie hanno sottolineato il ruolo che le ICT possono svolgere per favorire le opportunità di partecipazione ed integrazione dei cittadini più svantaggiati. In questo contesto, il progetto ENSEMBLE, ivi presentato, si propone di mettere a punto una strategia d’impiego delle tecnologie della comunicazione per promuovere l’integrazione socio-culturale dei cittadini immigrati, facendo leva sull’uso di tecnologie come il lettore MP3 e il telefono cellulare, e sperimentando metodologie didattiche e formati comunicativi adatti agli strumenti impiegati. Il presente lavoro si focalizza, in particolare, sul design didattico-comunicativo di MMS.
Notes:
2008
Antonio Fini (2008)  E-Learning 2.0: natura e sviluppo di una comunitĂ . Esame di un caso.   Je-LKS - Journal of e-Learning and Knowledge Society 4: 3. 61-69  
Abstract: In questo lavoro viene sinteticamente presentato il caso di una comunità supportata da strumenti del web 2.0, la sua origine ed alcune sue dinamiche interne. Pur considerando che ulteriori lavori di ricerca sono ancora in corso e che la comunità presentata possiede peculiarità specifche, emergono alcune indicazioni signifcative riguardo al ruolo che sistemi di questo tipo possono avere nell’ottica del Lifelong Learning (LLL).
Notes:
Antonio Calvani, Antonio Cartelli, Antonio Fini, Maria Ranieri (2008)  Modelli e strumenti per la valutazione della competenza digitale nella scuola   Je-LKS - Journal of e-Learning and Knowledge Society 4: 3. 119-128  
Abstract: Come si può defnire e valutare la competenza digitale? Uno dei più diffusi strumenti per la certificazione delle abilità informatiche è l’ECDL, che presenta alcuni limiti soprattutto nella stretta relazione con conoscenze tecnologiche legate a specifici software. Il nostro gruppo di ricerca ha elaborato un modello per la defnizione della competenza digitale, incentrato invece su tre dimensioni: tecnologica, cognitiva e etica. Sulla base di esso, è stato sviluppato e testato uno strumento per la valutazione della competenza digitale (Instant DCA) in studenti di 15/16 anni.
Notes:
Antonio Fini, Andreas Formiconi, Alessandro Giorni, Nuccia Silvana Pirruccello, Elisa Spadavecchia, Emanuela Zibordi (2008)  Open Educational Resources e comunitĂ  virtuali: riflessioni su un’esperienza   Je-LKS - Journal of e-Learning and Knowledge Society 3: 3. 101-109  
Abstract: Nell’autunno 2007 David Wiley, professore alla Utah State University, ha tenuto un corso universitario dedicato alla Open Education. Quest’anno però il corso del prof. Wiley è stato seguito da un gruppo di studenti piuttosto insolito. L’edizione Fall 2007 del corso, infatti, è stata resa disponibile a chiunque, gratuitamente, in tutto il mondo. Il solo requisito richiesto era disporre di un blog per la stesura dei compiti settimanali. Il presente contributo, i cui autori hanno partecipato al corso completandolo con successo, è un resoconto dell’esperienza svolta: essa è stata innovativa sotto molti punti di vista e può essere considerata un esempio di come il mondo dell’educazione formale può incontrare quello dell’informale, nel quadro più ampio dell’aggiornamento professionale e del lifelong learning.
Notes:
Antonio Calvani, Giovanni Bonaiuti, Antonio Fini (2008)  Lifelong learning: quale ruolo può svolgere l’ e-learning 2.0?   Je-LKS - Journal of e-Learning and Knowledge Society 4: 1. 47-56  
Abstract: L’attenzione al Lifelong learning si è progressivamente accentuata negli ultimi anni, anche in relazione allo sviluppo delle tecnologie di rete che recentemente hanno visto una evoluzione verso il mondo 2.0. In questo lavoro ci chiediamo che ruolo potrà avere il cosiddetto ’e-learning 2.0 nel contesto della formazione continua. Nella prima parte presentiamo sinteticamente le caratteristiche del mondo 2.0. Nella seconda parte individuiamo vincoli e criticità dell’e-learning 2.0 all’interno di uno scenario possibile di Lifelong learning.
Notes:
2007
Maria Elisabetta Cigognini, Giuseppina Rita Mangione, Maria Chiara Pettenati, Antonio Fini, Andrea Sartini (2007)  Le Social software pour la construction de la connaissance dans l'apprentissage collaboratif   Journal International des Sciences de l'Information et de la Communication (ISDM) 29: 499. 690-699  
Abstract: When knowledge technologies change so radically, they change not only “what” we know, but also “how” we come to know (Laurillard, 2003). When asking ourselves: “how do we access knowledge?” we can answer “through blog micro-content, through personal and enterprise knowledge-blogs”. When asking ourselves “how do we attribute meaning to information?” we answer: «all together», through social bookmarking tools. This work analyses a Learning and Knowledge Landscape dealing with different practices from Informal Learning – sustained by Web 2.0 technologies. We therefore aim at addressing the knowing knowledge issues as needed substrate for the lifelong learner in the socio-technical system in the Knowledge Society. Authors’ current experience of using social software in knowledge co-construction and management in post-graduate curricula is also illustrated.
Notes:
Antonio Calvani, Antonio Fini, Marcello Molino, Maria Ranieri (2007)  Gruppi collaborativi online: come valutare interazioni efcaci   Je-LKS - Journal of e-Learning and Knowledge Society 3: 3. 93-102  
Abstract: Online training based on small, self-organised groups, in some cases supported by an institutional tutor, can be a strategic solution for lifelong learning. It combines affordability with an active and engaging pedagogical model. The self-management of the groups is a key point as it make possibile to reduce the tutor’s workload: in this way one tutor could monitor more groups and/or engage in longer courses. But how to evaluate the collaborative work in online groups? Stated that a typical tool for online collaborative work is the threaded web forum, in this paper we propose a quantitative methodology for evaluating effective collaborative interactions. This work is applied to the Moodle add-on module Forum Plus, but it is partially suitable for every threaded web forum.
Notes:
Antonio Fini (2007)  Come intendere la cultura digitale   Je-LKS - Journal of e-Learning and Knowledge Society 3: 1. 33-41  
Abstract: L’alfabetizzazione informatica o computer literacy, come recentemente viene spesso denominata anche nei paesi non di lingua inglese, ha progressivamente acquisito una crescente importanza. L’Unione Europea, all’interno della cosiddetta “strategia di Lisbona”, diretta ad estendere a tutti i cittadini europei i benefci di una “Società dell’Informazione”, invita a rifettere sulla necessità di fornire ai futuri cittadini un insieme di competenze chiave per l’apprendimento permanente (lifelong learning), tra le quali figura proprio la competenza digitale. La scuola e l’università sono attualmente (e lo saranno sempre più in futuro) chiamate ad offrire ai propri studenti un set di conoscenze e competenze che consentano ad ognuno di costruirsi una vera e propria “cultura digitale”, basata su un uso sicuro, consapevole e critico delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione (TIC). Il presente articolo esamina lo scenario attuale nel contesto scolastico e universitario e propone un insieme di possibili punti chiave per un curricolo relativo alla cultura digitale.
Notes:
2006
Antonio Calvani, Antonio Fini, Maria Chiara Pettenati, Luigi Sarti, Maurizio Masseti (2006)  Design of Collaborative Learning Environments: bridging the gap between CSCL theories and Open Source Platforms   Je-LKS - Journal of e-Learning and Knowledge Society 2: 1. 61-74  
Abstract: Starting with the assumption that collaborative learning and working will occupy a strategic role in undergraduate, post-graduate and life-long education as well as in collaborative, fl exible and distant working, in this paper we present a refl ection on how to reduce the gap between constructivist and CSCL/W theories and practices, and open source initiatives for e-learning in universities. The main goal, beyond the production of technologies, is to put forward research directions and to stimulate instructional designers to closely work with open source researchers and developers. In this paper we present a synthetic selection of collaborative features that are usually included in CSCL/W environments but are missing in e-learning platforms. Thereafter, we propose the design and implementation of some of the more relevant features in a very well known open source e-learning platform (Moodle). Finally, we discuss the potentialities and critical aspects of Moodle as a possible solution to the need for the dissemination of collaborative learning experiences in Higher Education contexts
Notes:
2005
Antonio Calvani, Antonio Fini, Giovanni Bonaiuti, Elvis Mazzoni (2005)  Monitoring interactions in collaborative learning environments (CSCL): a tool kit for Synergeia   Je-LKS - Journal of e-Learning and Knowledge Society 1: 1.  
Abstract: Starting from the early 90ies computer supported collaborative learning has gained new interest thanks to the diffusion of networks and social constructivism. In order to carry it into effect, it is possible to make use of generic tools (web forum, space for the uploading of materials, etc.) or of specific environments produced within the researches on CSCL (Computer Supported Collaborative Learning). While e-learning platforms pay much attention to tracing and readability of data and to interoperability standards, in the more specific field of CSCL critical elements remain unsolved in this regard: even if data are traced, they cannot be always easily read and consequently processed or exported for analysis purposes with other software (statistics, etc.). Synergeia, a well-known environment for net collaborative learning born of a European project, though allowing the tracing of users’ interactions, does not allow the extraction of this information for quantitative analyses or for the exportation outside the platform. This contribution, moving from experiences realized with this software in a university context, shows a specific tool (Slm – Synegeia Log Miner) which has been realized to extract important data for the monitoring and consequent evaluation of net collaborative interactions. The fitting of the specific tool is also the occasion to reflect on the indicators to be selected and on the interoperability perspectives linked to the format of this kind of data, through the identification of a generic data structure suitable for representing interactions in this sort of systems.
Notes:
Antonio Fini, Luca Vanni (2005)  Problematiche non risolte e nuove prospettive dei Learning Object   Je-LKS - Journal of e-Learning and Knowledge Society 1: 1.  
Abstract: The Learning Objects (LO) model has been around for ten years. Despite the lack of a commonly accepted definition, the LO paradigm still depicts great initial expectations and a few unresolved problems. The debate around the pedagogic neutrality, the search of the right level of granularity and the discussion about the lack of an accurate and easy way to use the system to define metadata are briefly introduced. Recent works try to show how uses of LOs can also be made in collaborative learning activities and, more generally, in learning activities, grounded in Constructivistic learning theory. The main idea is to reuse, not only the content, but also the instructional strategies that guide the choice and the use of the LOs.In that case, we define them as Learning Activities rather than LOs.Furthemore, new developments in the Semantic Web area offer new opportunities for learners and teachers, through various systems such as resource profiles and distributed repositories.
Notes:

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